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«Il Mangiateste»: se l’orrore prende corpo in Val d’Ossola

 – Ven, 05/07/2013

crovi recensione

Le piccole comunità nascondo sempre terribili segreti. Segreti che spesso hanno l’odore acre e pungente della morte. Lo ha raccontato in tante sue storie ambientate nel Maine lo scrittore Stephen King ed ora fa suo questo archetipo letterario anche l’esordiente milanese Samuel Giorgi che incanala tutta la sua passione per la suspense nel romanzo Il Mangiateste (Piemme, pagg. 413, euro 17,50). Un thriller che per certi versi potrebbe ricordare It del maestro americano (a partire dall’inquietante copertina che mostra un clown) e per gli sviluppi narrativi potrebbe avvicinarsi anche certe puntate del serial Criminal Minds. Giorgi è abile nello scegliere un’ambientazione singolare come quella montana nel piccolo paese di Grazzeno nella Val D’Ossola, un paese in cui tutti conoscono tutti e tutti potrebbero avere qualcosa da nascondere. Un luogo dove all’improvviso si suicidano misteriosamente 13 persone che sembrano non avere alcun legame fra di loro: «persone troppo normali, troppo semplici per aver concepito l’idea del suicidio. Gente fatta di legno e di pietra, con la vita segnata dal ritmo dei ruscelli e dai colpi d’ascia, che conosceva e vestiva i colori e i sapori delle stagioni. Gente d’altri tempi. Gente così, di norma, non si ammazza». È proprio per l’anomalia di queste morti che viene chiamata a indagare Luna Fontanasecca, giovane criminologa che è abituata a lavorare nella squadra di Bruno Widmann. La loro specialità sono i casi irrisolti, strani che spesso possono avere tangenza con il paranormale.
E, in effetti, qualcosa di misterioso sembra davvero essere successo fra le pareti di Villa Luce, la clinica locale dove vengono ricoverati i malati psichici. Alcuni bambini raccontano storie spaventose che hanno per protagonista un mostro chiamato Mangiateste, capace letteralmente di far esplodere la mente delle sue vittime. Luna non ha alcuna particolare predilezione per i bimbi che ama spesso spaventare ed allontanare da sé anche perché il suo aspetto fisico li induce a osservarla inopportunamente visto che fisicamente è un po’ insolita: «Una specie di cencio scolorito, un panno da pavimenti lavato con candeggina concentrata. Sono smunta, magra e pallida molto più del normale». Ma l’aspetto lo sanno bene i lettori può ingannare e soprattutto nessun bravo investigatore ha mai avuto un fisico da fotomodello.

3 luglio 2013

Articolo di Gianluca Mercadante

la stampa

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Settembre 2013

libreriamo

http://www.libreriamo.it/a/4914/e-arrivato-il-mangia-teste.aspx

Agosto 2013

fralerighetot

http://issuu.com/rivistafralerighe/docs/crime_9

Luglio 2013

thrillerpages

Recensione IL MANGIATESTE di Samuel Giorgi

di Patrizia Seghezzi

Il mangiateste, chi era costui? L’autore ci trasporta in un paesino dove 13 suicidi cominciano a spaventare e inquietare gli abitanti. Si vanno a ripescare vecchie leggende sull’Albatro, una sorta di spirito malefico e di un fantomatico Mangiateste, uscito dagli incubi di un bambino.Abbiamo un ospedale psichiatrico con una serie di personaggi (non solo i pazienti) deliranti e stranissimi.E poi abbiamo Luna, splendida figura femminile, persa nel suo mondo, mandata in paese a cercare di capire cosa in realtà stia succedendo, una sorta di criminologa un po’ “speciale”.Alcuni passi del libro mi hanno ricordato molto il mio adorato Re King, questa sorta di claustrofobia, di continua ansia, anche se in effetti non è un thriller ad altissima tensione ma si rimane lì, incollati alle pagine. Romanzo d’esordio davvero azzeccato, a me è piaciuto davvero molto e se il buongiorno si vede dal mattino… arrivederci al prossimo lavoro.

6 maggio 2013

affari

“Il Mangiateste” di Samuel Giorgi, esordio thriller alla Stephen King

Tredici suicidi in meno di un anno sconvolgono la tranquillità di un paesino di montagna, nella Val d’Ossola (dove una clinica nasconde non pochi segreti…). Al caso si interessa Luna, giovane detective dotata di un intuito particolare…

17 Giugno 2013

gialloSAMUEL GIORGI ” IL MANGIA TESTE ”

di Paolo Vinciguerra (Killer)

Luna Fontanasecca irrompe sulla scena del thriller italiano. Chi è Luna? “Smunta, magra e pallida. Una specie di cencio scolorito”. Così la descrive Samuel Giorgi in questa interessantissima opera prima. Luna è una criminologa che lavora in una squadra “speciale”. Speciale perchè è l’ultima risorsa a cui si rivolgono le forze dell’ordine quando i casi sono ad un punto morto, stanno per essere archiviati. Le tecniche di indagine di questa squadra sono particolarmente non convenzionali. Non convenzionale è però quello che sta succedendo in un paesino di poche anime della Val d’Ossola, dove tredici suicidi in pochi mesi hanno sconvolto questa piccola comunità. Luna cercando di venirne a capo, si imbatte in antiche superstizioni e in una figura misteriosa, sfuggente, introvabile: il Mangiateste. L’arrivo della nostra protagonista coincide con la ripresa di quei suicidi misteriosi; l’ ala est di Villa Luce, clinica psichiatrica privata alle porte del paese, c’entra qualcosa ? La paura, il terrore, l’orrore cominciano ad affiorare ma per Luna ormai è tardi per poter tornare indietro. Dunque dicevamo opera prima di Giorgi che riesce a portare, all’attenzione del lettore, qualcosa di nuovo e particolarmente affascinante. Una delle particolarità di questo thriller è la mancanza praticamente assoluta nella storia della polizia, o dei Carabinieri, o di investigatori privati. Solo un piccolo intervento finale ma molto contingente alla storia. Chi è prepotentemente al centro dell’attenzione sono gli abitanti del piccolo paese oltre naturalmente i personaggi della squadra di criminologi. La protagonista Luna è un personaggio molto particolare, stranissimo e a volte un po bizzarro, a cui ci si affeziona subito. E’ un romanzo fuorviante e non dico altro perchè direi troppo ma mi ha spiazzato totalmente, in senso positivo. Non è un romanzo farcito di adrenalina nel senso stretto della parola ma ha la capacità di tenerti incollato alla storia sino alla fine, con solo alcuni piccoli cali di tensione narrativa ogni tanto ma non particolarmente significativi.  E’ una storia di superstizioni, di credenze popolari, di menti sconvolte dalla follia, di vendette e dove l’odio è il sentimento preponderante, contrapposto ad una spasmodica, scientifica, intimistica, ricerca della verità. Fino alla fine. Sentiremo ancora parlare di Samuel Giorgi e della “sua” Luna, personaggio fantastico e al di fuori di tutti gli schemi. Ottimo romanzo davvero.

Buona lettura – Paolo Vinciguerra (Killer)

15 giugno 2013

amantiA tu per tu con… Samuel Giorgi

intervista realizzata da Ambretta Sampietro

Tredici suicidi sconvolgono Grazzeno, un ameno paesino della Val Vigezzo mettendo in subbuglio la comunità.  Ad indagare arriva Luna, una giovane criminologa dotata di uno spiccato intuito e specializzata in casi irrisolti avvezza ad indagare con metodi poco convenzionali. Si imbatte in superstizioni, leggende e in una strana figura da incubo: il Mangiateste.  A Grazzeno c’è anche Villa Luce, una clinica dove sono ricoverate persone con gravi problemi psichici e dove succedono cose molto strane, soprattutto nell’Ala Est di cui nessuno parla. Parliamo di “Il mangiateste”, edito da Piemme, con il suo autore, Samuel Giorgi.

Perché ha scelto la Val Vigezzo per ambientare un horror?

Cercavo un posto tranquillissimo e normalissimo, poco abitato,non lontano da Milano. La Val d’Ossola, ricca di boschi e che conosco, perché una mia amica ha una casa di vacanza, era perfetta.

Dove si trova Grazzeno?

E’ un paese di fantasia creato ad hoc con le mie mani, ho anche realizzato la sua mappa che è pubblicata sul libro. Mi sono ispirato ad alcune località vicino a Santa Maria Maggiore, ma la vicenda era troppo inquietante per ambientarla in una località reale.

Ti sei ispirato a qualcosa di particolare?

Alle mie letture in generale, un po’ anche al Suggeritore di Donato Carrisi, e a un fatto di cronaca del 2009 accaduto nella campagna inglese dove una trentina di ragazzi si erano suicidati in maniera inspiegabile.  Nel libro si suicidano persone di varie età, non solo ragazzi. Ho cercato di creare una storia di quelle che piacciono a me, con paura, terrore, mistero e qualche tocco di sovrannaturale, con la forza della mente capace di poteri che aiutano nelle indagini. Ci sono anche i fantasmi .

Chi è il Mangiateste?

Fa parte di un gruppo di mostri che ho inventato per i miei figli e che sono protagonisti delle storie che racconto loro alla sera prima di dormire. Ci sono il Mangiaorecchie, il Mangiapiedi, il Mangiapancia. Ognuno è personalizzato con una voce particolare diversa dalle altre. Il Mangiaorecchie per esempio ha l’accento francese, e dice “Je viens manger toutes les oreilles dei bambini …”  i miei figli non capiscono ma si spaventano … Quello che mangia i piedi  è slavo e quello che mangia la pancia ha una voce molto profonda…  Il Mangiateste incute moltissima paura, nel libro incute al suicidio rosicchiando le teste…

E’ stato realizzato anche un book-trailer, dove si sente la voce di un bambino, chi è?

Il bambino costituisce il fil rouge della narrazione, racconta alla mamma di essere visitato di notte da un mostro, il “Mangiateste”, che lo invita a giocare con lui in modo strano, a “far scoppiare palloncini”, che sono le teste di alcune persone. L’ho realizzato io.

Samuel Giorgi è uno pseudonimo, perché?

Avere uno pseudonimo è un mio sogno giovanile, un vezzo. L’ho costruito utilizzando i nomi dei miei figli, Samuele e Giorgia. Ho procurato grande sofferenza a mio padre che non ha visto il suo cognome in copertina, però in quarta c’è una mia foto e sono stato riconosciuto.

Il tuo è stato un esordio fulminante, il Mangiateste è pubblicato da Piemme e ha ricevuto l’apprezzamento dei massimi esperti di letteratura noir, Sergio Altieri e Luca Crovi. Ci sveli il segreto?

E’ stato un caso, ho avuto la fortuna di incontrare l’agente Maria Cristina Guerra che ha creduto nel libro e lo ha proposto. Oltre a Piemme c’erano anche altre case editrici interessate.

28 Maggio 2013

orasenzaIl Mangiateste di Samuel Giorgi

di Cristina Aicardi 

Un esordio importante per Samuel Giorgi. Una trama complessa che corre sul confine che separa realtà e paranormale, con un’occhiatina alleatmosfere horror. Una serie di inspiegabili e se vogliamo “originali” suicidi in un paesino della Val d’Ossola, porta una giovane e strana investigatrice a muoversi tra antiche credenze, superstizioni e strani personaggi. L’atmosfera diventa quasi claustrofobica in alcuni punti, il lettore è chiuso nella spirale di aria malsana che si respira nel paese e nella clinica psichiatrica che vi sorge. Tra omicidi, sogni, magia e strane percezioni, la trama segue traiettorie impreviste, che però in alcuni punti risultano poco chiare se un addirittura un poco forzate. Forse alcune parti avrebbero potuto essere snellite, in modo da far mantenere al racconto un pathos costante, che invece così subisce qualche calo. Un libro comunque originale con questo taglio a metà tra crime story e psyco thriller , con una protagonista potrebbe essere riproposta e sviluppata in un sequel e che non deluderà gli amanti del genere.

11 giugno 2013

50 50Il Mangiateste – Samuel Giorgi

(50/50 Thriller)

 Voto 7. Il piccolo paesino di Grazzeno in Val d’Ossola si è oscurato. Nessun spiraglio di sole a illuminare la piccola cittadina sovrastata da un grosso Albatro, un uccello reale ma anche mitologico dalle grandi ali, che annebbia ogni contorno del luogo. Una figura aleatoria e astratta che si fonde e confonde con il Mangiateste, un essere enigmatico dalla dubbia esistenza. Se siano essi reali o solo immaginari toccherà al lettore scoprirlo nelle pagine del primo romanzo di Samuel Giorgi: Il Mangiateste. L’unica certezza iniziale che questa strana nube nera sta portando morte e disperazione nel piccolo comune di Grazzeno, località montanara tranquilla. Tredici suicidi che non lasciano alcun dubbio data la loro modalità d’esecuzione; ma abbastanza controversi dal punto di vista delle motivazioni. Le vittime non sembrano avere alcun legame tra di loro, e la loro morte pare essere volontaria e non opera di un affamato serial killer. Polizia locale e investigatori comuni non sembrano venirne a capo, perciò l’indagine passa in mano ad una squadra molto speciale. Un team che cerca di scavare il fondo del barile di un caso, per vedere se c’è ancora qualche briciola di speranza e per capire il reale svolgimento dei fatti. La prima ad accorrere sul luogo è Luna Fontanasecca, consulente investigativa dalle strane capacità sensoriali e narratrice in prima persona del romanzo. Una protagonista un po’ naif e sopra le righe non solo per la sua capacità di captare le storie altrui e di sognare eventi premonitori; ma anche per il suo essere diversa dal resto del mondo. Quando il caso si farà complesso anche per lei, in suo sostegno arriverà il suo capoWidmann, altro tipo abbastanza particolare e altri membri di questo team “acchiappa fantasmi”.

Tutto qua? Una semplice squadra fuori le righe ad indagare su strani suicidi? No, Il Mangiateste è un romanzo a più teste e a più voci. Se il team sopra citato agisce per passione e per professione; per fama e gloria ad indagare sul caso c’è Renzo Accorsi, un inserviente della clinica psichiatrica Villa Luce. Renzo uomo di Grazzeno che dunque conosce il luogo meglio dei consulenti investigativi. Renzo convintissimo che il Mangiateste esista davvero e risieda nell’ala Est di Villa Luce, parte della clinica in cui risiedono i soggetti più “particolari”. Una doppia indagine dunque abbastanza originale, che si affida a personaggi nuovi e ben caratterizzati.

Tutto qua? No ancora no. Il Mangiateste si rivela infatti un thriller complesso, che cerca di scavare nel fondo della storia, ma anche nel fondo dei personaggi. Protagonisti primari e secondari che si alternano stordendo (positivamente) il lettore.

Lo scopo di Samuel Giorgi, a mio avviso, è quello di creare un vero effetto Mangia-Testa nei confronti del suo interlocutore, dandogli in pasto numerosi personaggi e numerosi enigmi per nascondere abilmente la figura dell’antagonista. Non contento delle figure più terrene e reali, lo scrittore si diverte a spaziare con la fantasia creando figure “mitologiche” che aleggiano nei luoghi del romanzo, ma che non diventano mai “concrete”. La sensazione è quella di un volo verso il paranormale, che plana velocemente verso il concreto, il reale.

Tutti questi elementi fanno dunque de Il Mangiateste un romanzo interessante e innovativo, che hanno dato vita ad un nuovo team investigativo di cui sentiremo ancora parlare….

giugno 2013

horrorIL ROMANZO NERO DI SAMUEL GIORGI: IL MANGIATESTE

Un paese di montagna, una sfilza di tredici, inspiegabili suicidi, e l’aura oscura di un’antica superstizione. Esce in libreria Il Mangiateste di Samuel Giorgi.

di Vincenzo Santagati

Il Mangiateste, opera dell’esordiente italiano Samuel Giorgi, edita dalla Piemme Edizioni, è inserita all’interno della collana della Linea Rossa, catalogo di romanzi thriller e noir. Preannunciato che la storia avrà un’alta componente di suicidi, di inesplicabili morti la quale spiegazione sembra restare appesa a un filo, un filo che ondeggia per le vie di un innocente paesino della Val d’Ossola, dove nessuno potrebbe essere colpevole.

Grazzeno è un paesino della Val d’Ossola che non ha nulla di singolare, se non fosse per i tredici suicidi che si consumano nell’arco di pochi mesi e che lasciano la polizia senza risposte, e la comunità in preda al panico. Il giorno in cui, tra quelle montagne, arriva la stramba Luna Fontanasecca, tra gli abitanti di Grazzeno si destano curiosità e diffidenza. Ma la cosa non disturba il nuovo personaggio, Luna ci è abituata. «Quando sei fatta come me, o ti rodi il fegato per tutta la vita oppure ti ci diverti. Niente di straordinario, sono solo un po’ insolita.» Luna è smunta, una specie di cencio scolorito, ma è anche una giovane criminologa dotata di un intuito molto particolare. Fa parte della squadra del professor Bruno Widmann, specializzata in casi irrisolti e dai metodi poco convenzionali. Mentre cerca di fare luce sulla vicenda si imbatte in antiche superstizioni di cui qualcuno si serve per spiegare quell’orrore. E in una figura misteriosa fuggita da un incubo: il Mangiateste. Dunque, risulta che Grazzeno non è proprio un posto come tutti gli altri. A Villa Luce, la clinica che in paese ospita soggetti con gravi problemi psichici, succedono cose troppo strane. Soprattutto in quell’Ala Est di cui nessuno parla, e Luna non è proprio il tipo che si lascia impressionare, ma quando dopo mesi di quiete le morti riprendono, capisce che non può più restare a guardare. Adesso, nell’inquietante situazione, c’è dentro fino al collo. Un thriller quindi dal plot articolato e misterioso. Lo stesso autore ha detto al riguardo: << Ho iniziato ascriverlo, l’ho interrotto per qualche anno, mi sono dato ai racconti (neri, ovviamente), e poi l’ho ripreso in mano. Adesso qualcuno lo ha letto, gli è piaciuto e ha deciso di pubblicarlo. Questo qualcuno, signore e signori, sono gli amici della case editrice Piemme. Incredibile? Sì, assolutamente. Ospiteranno me e le mie parole nella collana Linea Rossa. Sarò il loro primo esordiente italiano. >> Questi, quindi, gli ingredienti e i misteri che sono racchiusi nelle quattrocentoventi pagine de Il Mangiateste, il nuovo thriller di Samuel Giorgi.

giugno 2013

IL MANGIATESTE: L’ESORDIO DI SAMUEL GIORGI

Giuseppe Pastorethriller cafe

Il Mangiateste: con questo inquietante titolo è stato da poco edito da Piemme il romanzo d’esordio di Samuel Giorgi. Una stora ambientata a Grazzeno, un paesino di montagna del tutto tranquillo, fino a quando non è cominciata una catena di suicidi inspiegabili: tredici, in meno di un anno. Mentre la polizia non riesce a trovare risposte ai sinistri avvenimenti, al caso si interessa Luna, giovane detective dotata di un intuito particolare che si imbatte ben presto in antiche superstizioni, da molti collegate a un oscuro personaggio responsabile di quell’orrore. Il Mangiateste.

Intanto, a Villa Luce, clinica in cui sono ospitate persone con problemi psichici, pare nascere una nuova spiegazione ai fatti, legati apparentemente ai pazienti gravi rinchiusi in un’ala dell’istituto sconosciuta ai più. Con il supporto degli altri membri della squadra, Luna porterà a galla una drammatica vicenda del passato, fatti a causa dei quali qualcuno ora sta consumando la sua atroce vendetta.

Opera prima di Giorgi, Il Mangiateste è un thriller che sembra avere le carte in regola per intrattenere a dovere gli amanti del genere; per il romanzo è stato anche un booktrailer, lo potete vedere qui in basso.

29 aprile 2013

UNA TRAGEDIA CHE LASCIA SCONVOLTA UNA COMUNITA’

Samuel Giorgi IL MANGIATESTE, Piemme linea rossa

Grazzeno, un paesino della Val d’Ossola, è il teatro di questa stogazzetta mantovaria che si preannuncia da subito molto interessante e inquietante. Infatti nella piccola Grazzeno si verificano tredici suicidi nell’arco di pochi mesi. Uno in particolare, fra tutti gli altri, lascia sconvolti, perché coinvolge un’intera famiglia. Cosa è successo? E’ successo che tre persone si sono tolte la vita assieme, sotto lo stesso tetto. In un racconto inedito Samuel Giorgi ci regala alcune scene “fuori romanzo” del suo thriller “Il mangiateste”. Un thriller da leggere tutto d’un fiato.

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